Il parco presepe

I fatti prodigiosi avvenuti nel 1923 erano destinati non solo a cambiare in modo radicale la storia della Chiesa di Ossago, ma portarono contemporaneamente una moltitudine di pellegrini, richiamati dalle numerose grazie che la Beata Vergine continuava a dispensare.

Nacque perciò l’esigenza, non solo di ampliare ripetutamente la Chiesa, ma anche di creare una struttura dove poter accogliere i devoti e garantire loro un riparo e un ambiente dove potersi ristorare.

Don Benzi ebbe la brillante idea di trasformare dei rustici, creando così una cappellina, un refettorio e una cucina dotata delle attrezzature necessarie per preparare e servire dei pasti caldi. Trasformò poi l’orto in un parco, ampliandolo con l’acquisto di un terreno limitrofo, dove i pellegrini potessero fare le loro meditazioni e trovare riposo in un luogo fresco e silenzioso. 

All’inizio degli anni Trenta, il nuovo parco, grazie anche alla collaborazione di molti abitanti di Ossago, fu disponibile ai visitatori; in quell’area furono trapiantati numerosi alberi e furono erette alcune cappelle collegate fra loro da vialetti in ghiaia. Fu ricavato un ruscello, in seguito modificato con la creazione di due piccoli specchi d’acqua dove ora vivono diverse tartarughe e numerose tinche e carpe.

Ad opera finita il parco era dislocato su una superficie di circa 3000 metri quadri, la stessa che occupa tuttora.

Con un duplice intento, pedagogico e catechistico, don Benzi pensò di arredare le cappelle ricostruendo un percorso, all’interno del parco, ispirato all’infanzia di Gesù. 

IL PARCO PRESEPE
IL PARCO PRESEPE

All’origine questo itinerario partiva con la ricostruzione della casa di Zaccaria ed Elisabetta nel villaggio di Ein Karen, nel momento in cui la Vergine Maria incontra la cugina, appena prima della proclamazione del “Magnificat”.

Attraverso un vialetto protetto da una staccionata di legno, si arriva a Betlemme, dove si può vedere il diorama della nascita di Gesù adorato dai Magi.

CAPPELLA DELLA VISITAZIONE
CAPPELLA DELLA VISITAZIONE
CAPPELLA DELLA NASCITA DI GESU'
CAPPELLA DELLA NASCITA DI GESU'

Attorno a questa cappella, a completamento della coreografia, si possono vedere cammelli e dromedari a riposo, accuditi dai cammellieri. Erode, che in quel tempo governava la Palestina, avendo paura che Gesù potesse detronizzarlo per regnare al suo posto, ordinò l’uccisione di tutti i figli primogeniti maschi. Fu così che Giuseppe, avvertito in sogno da un angelo del Signore, fu costretto a lasciare frettolosamente la Palestina e a cercare rifugio in Egitto, dove rimase fino alla morte del crudele re.

Nella cappella successiva, appunto, si possono vedere Maria e Giuseppe, stanchi e sfiniti dal lungo viaggio, che riposano all’ombra di una piramide, ricostruita nel 1965 in maniera un po’ approssimativa e frettolosa.

CAMMELLI E CAMMELLIERE
CAMMELLI E CAMMELLIERE
CAPPELLA DELLA FUGA IN EGITTO
CAPPELLA DELLA FUGA IN EGITTO

Proseguendo il percorso, si arriva alla casa di Giuseppe, a Nazareth, dove il falegname insegnava il suo mestiere al figliolo che “cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui”.

Forse, volendo ricordare che la Palestina di quei tempi era terra di pastori e che proprio questi erano stati i primi destinatari dell’annuncio degli angeli, come ultima cappella c’è la ricostruzione di un ovile, al cui interno c’è Gesù Bambino che sembra voler guidare il gregge, messaggio premonitore del Buon Pastore che conduce le sue pecorelle in un luogo sicuro.

CAPPELLA DELLA CASA DI NAZARETH
CAPPELLA DELLA CASA DI NAZARETH
CAPPELLA DI GESU' BUON PASTORE
CAPPELLA DI GESU' BUON PASTORE

Come già accennato, durante il percorso s’incontrano due laghetti che potrebbero voler ricordare il lago di Tiberiade, citato spesso nei Vangeli quale luogo prediletto da Gesù Cristo per la sua predicazione e il Mar Rosso, così importante per la storia della liberazione di Israele dal giogo della schiavitù egiziana.

Dopo la morte di don Benzi il parco fu quasi dimenticato e quando, nel 1976 fu nominato Parroco don Gianni Bergamaschi, lo stato di abbandono e di degrado era così evidente che egli  iniziò un’imponente opera di restauro, affidata al pittore Gino Valarani di Maleo, il quale, dopo due anni d’intenso lavoro riportò il parco presepe alla sua antica bellezza.

Nel 1982 fu collocata al centro del parco una statua di San Giuseppe col Bambino, dono delle suore dell’ex casa del Sacro Cuore di Lodi.

 

Per volere di don Bergamaschi, nel 1986, fu edificata, all’ingresso del parco, una raffigurazione plastica dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria, opera del pittore lodigiano Vanelli, che pur essendo il completamento storico dell’infanzia di Gesù, risulta essere stilisticamente distonica rispetto alle altre cappelle.

SAN GIUSEPPE COL BAMBINO
SAN GIUSEPPE COL BAMBINO
L'ANNUNCIAZIONE A MARIA DI VANELLI
L'ANNUNCIAZIONE A MARIA DI VANELLI

Nel 1995, il Parroco don Bertolotti, fece ricoprire questo bassorilievo con una struttura in muratura, per evitare che le intemperie la portassero a un rapido degrado.

Nel 2005 si diede inizio all’ennesima sistemazione del parco, che sarà ultimata nel giro di un anno con l’installazione dell’illuminazione lungo tutti i vialetti.

Grazie all’intuizione di don Benzi, ancora oggi il parco presepe è visitato da numerosi pellegrini, che ne apprezzano la bellezza e che, nel suo silenzio e all’ombra dei suoi alberi, trovano pace e conforto nella preghiera alla Beata Vergine Mater Amabilis.